Rezensionen

 

Arts Review – 1973

In the works of Irene Hus it is possible to collect a delicate sense of poetry and a individual philosophy which seems deeply bound to the knowledge of the musical world. Her works often are inspired by musical pieces, but instead of illustrating them, she tries to transmit the atmosphere and the sensations experienced when hearing them.

Le Soir – 1981

Irene Hus est un peintre aux couleurs claires et aux formes amples, elle se dirige vers l’art mural et sa peinture de chevalet en porte déjà la trace. Il y a beaucoup de symboles de foi: croix celtiques, processions, voir attitude de prière mais aussi une très grande solitude. On sent dès le premier regard une recherche constante, quasi quotidienne du contact humain, de la chaleur qui nait de l’amitié et de l’amour. Il serait bon de revoir l’oeuvre de l'artiste.

La Luce – 1988

Indubbiamente la pittrice possiede una inequivocabile personalità e dopo il primo impatto con le sue opere, il fruitore si accorge che il messaggio della Irene Hus è caratterizzato da notevole sensibilità nel dipanarsi fra un episodio e l’altro, con l’apporto di una variegata tavolozza cromatica che, e nei paesaggi e nei ripieghi umani, assurge a vibrante impalcatura, ricca di toni che appaiono convincenti anche quando l’assemblaggio è notevole. Insomma il racconto dell’artista va decisamente letto, dapprima, magari tutto d’un fiato, come si suol dire, salvo poi tornare allo scoperto dei vari passaggi, legami, pronti, allora a scoprirne significati che enucleano valori di fondo, concetti di una storia, che è storia dell’umanità, con i suoi microcosmi ed i suoi segreti. Di spicco, ci sia consentito, nella produzione opere che sembrano quasi, nel canto figurato e della campitura, volersi sublimare, offrendo pur sempre la netta matrice compositiva. Che è di qualità.

La Prealpina – 1988

Irene Hus procede in una libertà espressiva, frutto di acquisizioni tecniche e culturali maturate nel tempo e legate alla conoscenza del mondo musicale. Tedesca di origine, studi e frequentazioni nell’ambito medio-Europeo: questo è l’identikit artistico. I dipinti sono variazioni su temi derivati da una realtà figurata in termini fantastici, dove il colore insolito evidenzia l’effetto di " straniamento" intrinseco alle composizioni. Toni freddi si alternano a tinte accese che schiariscono ogni volta in trasparenza di una straordinaria luminosità.

La Prealpina – 1991

I dipinti della Irene Hus sono variazioni su temi derivati da una realtà figurata in termini fantastici. L’artista opera con grande libertà espressiva, ma le sue composizioni, costruite su accostamenti raffinati, sono caratterizzate – qualunque sia il soggetto – da pregevoli equilibri formali ed emotivi. La sua tovolozza, di chiara matrice espressionista, è pulita ed ariosa e dimostra di conoscere perfettamente tutta la gamma delle variazioni cromatiche rispondente ai diversi stati d’animo ed alle differenti necessità di rappresentazione.

Die Rheinpfalz 1997

Formen sind für Irene Hus keine begrenzenden Determinanten ihrer Kompositionen, sondern Möglichkeiten, das Bildgeschehen frei und fantasievoll zu gestalten. Bestechend die Verschränkungen weiter Flächen, die nur aneinander angrenzen können, sich bisweilen zu überlagern scheinen und zumeist in weiche Konturen gefaßt sind, so daß man fast von einem moderaten kubisch-tektonischen Aufbau sprechen darf. Einzelne Formen wie beispielsweise der Kreis, stehen als Halbkreis, Sichel oder plastische Kugel für viele Bedeutungen. Man findet sie auch als eincollagierte Teile, denen die Künstlerin einen melodisch-markanten Auftrag erteilt. Was sich hier als gelungene Synthese aus akustisch-visueller Umsetzung erweist, trifft man bei vielen ihrer Sujets. Menschliche Figuren bilden einen gewissen Gegensatz, eine zum Teil kompositorische Lockerung zu der dominierenden Flächenvielfalt. Diese allerdings gerät nur selten in die Gefahr einer statischen Starre, da die Künstlerin versteht, sie mit Schraffuren und sichtbar bleibenden Pinselspuren zu vitalisieren. Kreative Transformationen von Erlebtem und Gedachtem in Öl, Ölkreide, Acryl, Pastell und Mischtechnik.

Il Gazzettino di Padova – 1999

"Pittura su extraterrestre, lozzogombi ed altri esseri viventi". È’ il singolare titolo della mostra di Irene Hus, tedesca trapiantata a Lozzo Atestino, in corso fino al 14 novembre alla ex Pescheria Vecchia di Este. "Quadri che sono il risultato di tre anni di lavoro" – ha spiegato l’artista all’inaugurazione della personale -, "dipinti con lo spirito che deriva dai miei frequenti spostamenti residenziali in Europa, dai viaggi che mi hanno messo in contatto con le più diverse mentalità". "Nel Veneto" – confessa l’autrice – "ho sentito una certa nostalgia del passato, un ben definito legame tra l’ambiente ed i suoi abitanti". Anche la caratteristica nebbia della pianura padana non è rimasta senza effetto: lo testimoniano quadri dal titolo "Vagabondi nella nebbia", "Al ponte delle tre lune", "Alla ricerca del tempo perduto". Quadri dai colori tenui, appena accennati, simbolo di una levità interiore che si fa segno sulla tela senza mai voler imporsi all’osservatore. Suggerimenti di suggestioni, insomma, più che vere e proprie "scosse" alla sensibilità. E poi il rimando a fatti di cultura, di poesia, di musica ("Sherazade", "Lacrime rosse", "Incontro con Dali", "Omaggio a Dvorac"…..

L'Arena - 2003

<<Mille e un viaggio>> è il titolo della mostra personale che Irene Hus, pittrice nata in Germania, espone nella sede espositiva della Società delle Belle Arti in Piazza dei Signori a Verona. Usando gli acrilici su tela con una leggerezza e una trasparenza del tutto inusuali, Irene Hus racconta per immagini un'esperienza umana che non è circoscritta all'avventura del viaggio, ma ne trascende il significato sconfinando in altri territori del vivere quotidiano. I suoi quadri accolgono immagini che non sono mai l'esatta ripetizione di ciò che lo sguardo coglie intorno a sé, ma la rielaborazione di un pensiero che si adagia sulla superficie con leggerezza e sensibilità emozionale. Un sogno che la pittrice vive e realizza dipingendo quadri in cui traspare evidente la sua predisposizione verso la realizzazione di incantate e fiabesche ambientazioni.

Corriere della Sera - 2004

In mostra a Padova – Irene Hus, nei suoi dipinti i percorsi della vita. <Mille e un viaggio> è l’intrigante titolo della mostra che la pittrice Irene Hus ha inaugurato a Padova nella Galleria La Rinascente. Nata in Germania, l’artista vive e lavora a Valbona nei Colli Euganei; ha frequentato la Meisterschule für Grafik a Berlino, l’Academie Royale Des Beaux Arts a Bruxelles e vaiggiato a lungo in Europa, Asia, Africa. Proprio a questo itinerare ella attribuisce la straordinaria varietà di temi, simboli, figurazioni emblematiche e lo splendore di un colore sempre nuovo e vibrante che caratterizza la sua opera. Il viaggio quindi come tramite di conoscenza, fonte di nuove esperienze, evasione dalla quotidianità possibilità di confronto fra la propria e l’altrui cultura. Sicuramente questo è vero ma sarebbe troppo riduttivo pensare a questi dipinti come a semplici appunti, diari di emozioni, impressioni, stupori.

Per Irene Hus il viaggio è metafora della vita, d’altronde la vita è un percorso che si dipana lungo spazi e tempi di cui non conosciamo né la vastità né la durata. La figurazione dei suoi quadri non è mai semplice immagine ma ci coinvolge entro un flusso continuo di forme che paiono emergere da stadi profondi della memoria; come se ogni figura si muovesse entro un fluido vitale da cui tutto prende esistenza ed in cui i due termini nascita e morte si confondono in un ciclo continuo di rigenerazione. Tutto questo è reso ancor più straniante e per certi versi misterioso da una cromia di straordinaria bellezza; il colore usato con particolare maestria ora si addensa sino a farsi materia ora si liquefa in trasparenze di pura luce..

La colorazione non è pura aggettivazione del vedere ma coinvolge tutti i nostri sensi. L’artista la usa come medium per decriptare i grandi interrogativi che ci lacerano in ordine all’apparentemente negato rapporto con Dio e con la natura. La citazioni di animali, piante, fiori visti nella loro piena naturalità sono indicazioni precise del binomio natura-uomo. Del pari, nel ciclo della luce, i blu notturni punteggiati da luci stellanti, risonanti d’ignoto echi, popolati da ombre fugaci sono risposte alle nostre notti opache, spente da perpetuo inquinamento luminoso e sonoro. Un viaggio, tanti viaggi, poniamoci al seguito, dove un linguaggio antico ci riporta ad un’intima conoscenza.